PRODUZIONE CULTURALE – Comunicato stampa-Spettacolo: Bizi (Slc Cgil), disservizi INPS/ENPALS un danno enorme per i lavoratori dello spettacolo

Spettacolo: Bizi (Slc Cgil), disservizi INPS/ENPALS un danno enorme per i lavoratori dello spettacolo

“Ci scusiamo per il disagio.” Ecco la risposta dell’Inps che per l’ennesima volta non accetta una richiesta di agibilità, procedura da esperire obbligatoriamente prima di ogni spettacolo, senza la quale non si può tenere l’evento. Una semplice frase di fronte ad un danno enorme che devono subire lavoratori ed imprese dello spettacolo.” così denuncia Emanuela Bizi, segretaria nazionale Slc Cgil, l’ennesimo atto di disservizio da parte dell’Istituto previdenziale nazionale.

“Parliamo dell”Inps 4.0 del presidente Boeri, un istituto che continua a navigare tra un errore dopo l’altro: richieste sbagliate che intimano di pagare due volte i contributi inviate ai lavoratori dello spettacolo, procedure che non funzionano e sportelli dell’Istituto che troppe volte non sanno rispondere alle richieste dei lavoratori perché gli operatori non ricevono alcuna formazione sulle particolarità dell’ex Enpals (Ente Nazionale di Previdenza per i Lavoratori dello Spettacolo e dello Sport, ora confluito nell’INPS).

“Le diverse richieste d’incontro inviate al Presidente dell’istituto da parte di imprese e sindacati, per trovare soluzione ai problemi, sono state tutte ignorate.”

“Il 4 maggio, Slc Cgil ha diffuso i dati drammatici della prima ricerca nazionale “Vita d’artisti” sulle condizioni di lavoro dei professionisti dello spettacolo. Alla presentazione era stato invitato anche il Professor Boeri che, ancora una volta, ha declinato l’invito.”

“Peccato – dichiara Emanuela Bizi segretaria nazionale SLC CGIL -. La ricerca denuncia una forte irregolarità nel versamento dei contributi. Aggiungere alle irregolarità anche i tanti disservizi INPS, sicuramente non aiuta un mondo fragile, in cui la metà dei lavoratori (51,4%) percepisce fino a 5.000 euro l’anno. Il 37,5% percepisce tra i 5.000 e 15.000 euro l’anno. Le donne guadagnano meno degli uomini; l’83,4% di loro percepisce meno di 10.000 euro l’anno contro il 71,3% degli uomini”.

“Lasciare che si sommino disservizi ed errori, evitare il dialogo con i lavoratori e i loro rappresentanti assegna all’INPS e al suo Presidente la responsabilità di lasciare migliaia di professionisti in una condizione di disagio inaccettabile.”

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