AREA SERVIZI-POSTE, MISE: CONFRONTO CON NUOVI VERTICI PER DEFINIZIONE PIANO INDUSTRIALE

Oggetto: POSTE, MISE: CONFRONTO CON NUOVI VERTICI PER DEFINIZIONE PIANO INDUSTRIALE

PIANO DI RIORGANIZZAZIONE RETE SOSPESO AUTONOMAMENTE DALLA SOCIETÀ

(Public Policy) – Roma, 05 mag – Non spetta più al Mise occuparsi della regolamentazione e della vigilanza del settore postale, ma il ministero intende procedere a un confronto con Poste italiane in vista di un nuovo piano industriale che assicuri anche la tutela dei cittadini.
Questo, in sintesi, l’orientamento del Governo come espresso in commissione Lavori pubblici del Senato nella risposta del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli all’interrogazione di Giorgio Pagliari (Pd) sulla chiusura di uffici postali per decisione di Poste italiane spa.
Le funzioni di regolamentazione e di vigilanza sul servizio postale universale sono passate dal Mise all’Agcom – ha chiarito Giacomelli – ed è l’Agcom ad aver autorizzato “il nuovo modello di recapito” della posta “a giorni alterni” per i comuni “in cui ricorrano situazioni particolari di natura infrastrutturale o geografica”. Nonostante questo, “il ministero è in più occasioni intervenuto” per “assicurare un effettivo confronto tra Poste italiane e le regioni e gli enti locali, riuscendo a ottenere una effettiva modifica del piano della società in materia di riorganizzazione della rete degli sportelli”.

POSTE, MISE: CONFRONTO CON NUOVI VERTICI PER DEFINIZIONE PIANO INDUSTRIALE-2-

(Public Policy) – Roma, 05 mag – “Il ministero si è inoltre attivato – ha aggiunto il sottosegretario – nella fase di definizione del nuovo contratto di programma, nell’ottica di evitare ove possibile l’attuazione” del piano, “ottenendo un cambiamento significativo della politica industriale di Poste Italiane”. Più in dettaglio, si è accettato l’assunto – ha spiegato Giacomelli – “che la capillarità della presenza di Poste non debba essere considerata più un peso o un onere bensì un asset strategico”. Poste italiane spa, dunque, “si è impegnata a ricercare e valutare prioritariamente ogni possibilità di potenziamento complessivo dei servizi, anche attraverso accordi con le regioni e gli enti locali, che dovranno inviare le loro proposte entro il 30 settembre di ogni anno”.
In seguito Poste “dovrà redigere un piano all’Autorità – ha proseguito il sottosegretario – entro l’inizio di ogni anno di riferimento, valutando il rapporto costi-ricavi non sulla base del singolo ufficio postale ma in un ambito territoriale più ampio, ad esempio su scala regionale”. Per questo il ministero “ha sensibilizzato, nel corso del 2016, tutti i presidenti delle regioni italiane, invitandoli ad attivarsi con sollecitudine”.
Giacomelli ha, però, anche puntualizzato che la procedura è ora “in fase di revisione, in quanto la società ha sospeso autonomamente l’attuazione del piano di riorganizzazione della rete. Il ministero – ha concluso il sottosegretario – procederà quindi a un confronto con i nuovi vertici di Poste italiane per la definizione di un nuovo piano industriale, che possa garantire anche la massima tutela dei cittadini”.